Ti prendi tutto sulle spalle? Forse stai confondendo responsabilità e controllo
Ci sono persone che, davanti a un problema, si attivano immediatamente. Organizzano, prevedono, controllano e cercano di evitare ogni possibile errore. Spesso sono considerate affidabili e capaci di tenere insieme tutto. Ma dietro questa efficienza può nascondersi una fatica profonda: la convinzione che, se non si occupano personalmente di ogni cosa, qualcosa andrà storto.
Quando il controllo sembra responsabilità
La responsabilità e il controllo possono apparire molto simili dall’esterno. La responsabilità parte dalla domanda: «Qual è la parte che dipende da me?». Il controllo, invece, parte spesso dalla paura: «Che cosa potrebbe accadere se non me ne occupassi io?».
Quando sei responsabile, riconosci il tuo compito, lo svolgi e lasci agli altri lo spazio per sostenere il proprio. Quando sei nel controllo, cerchi di governare anche le reazioni, le decisioni e i risultati delle altre persone.
Il peso invisibile dell’essere sempre quella affidabile
Se per molto tempo sei stata la persona che risolve, anticipa e sostiene gli altri, quel comportamento può essere diventato parte della tua identità. Non fai soltanto molte cose: ti riconosci come “quella che tiene tutto insieme”.
Più dimostri di poter gestire ogni cosa, più gli altri si abituano a lasciartela gestire. E più ti senti sola nel peso che hai contribuito, senza volerlo, a rendere invisibile.
La leadership non consiste nel sostituirsi agli altri
Nella Realization Leadership®, metodologia sviluppata da Riccardo Proetto e Silvia Pistolesi attraverso Elevitude, la leadership mette in relazione identità, comunicazione, comportamento e risultati.
Una leadership responsabile non rende le persone dipendenti dalla nostra presenza. Crea le condizioni perché ciascuno possa vedere, scegliere e sostenere la propria parte. A volte guidare significa agire. Altre volte significa fare un passo indietro, formulare una richiesta chiara e lasciare che l’altro incontri anche le conseguenze delle proprie decisioni.
Tre confini per uscire dal sovraccarico
Puoi essere responsabile di comunicare una scadenza con chiarezza. Non sei responsabile di ricordarla cinque volte a una persona adulta. Puoi offrire aiuto. Non sei responsabile di convincere l’altro ad accettarlo.
Prima di risolvere, chiedi: «Vuoi che ti ascolti, che ti aiuti a trovare una soluzione o che intervenga concretamente?».
Se lasci realmente spazio agli altri, potrebbero fare le cose diversamente da te. La domanda utile non è: «Lo farà esattamente come me?». È: «Questa persona può sostenere il risultato e imparare dal feedback?».
- Separa ciò che dipende da te da ciò che appartiene agli altri.
- Sostituisci l’intervento automatico con una domanda.
- Accetta che responsabilizzare comporta una quota di imperfezione.
Una pratica per oggi
Individua una situazione nella quale ti senti indispensabile e domandati che cosa temi accada se smetti di controllare, quale parte dipende davvero da te, quale responsabilità stai sottraendo involontariamente a un’altra persona e che cosa potresti comunicare con maggiore chiarezza.
Una domanda per teSe smettessi di tenere tutto sotto controllo, chi avresti paura di non essere più?